Interview on the Exhibition “Caravaggio 2025” with Thomas Clement Salomon, Director of the Gallerie Nazionali di Arte Antica at Palazzo Barberini in Rome
Qual è stato l’aspetto più impegnativo nel curare un’esposizione così significativa su Caravaggio, soprattutto con l’inclusione di opere rare o meno conosciute?Curare una mostra di questa portata ha richiesto un attento equilibrio tra rigore scientifico, logistica e innovazione nell’allestimento. Una delle sfide più complesse è stata senza dubbio il processo di prestito di venti dipinti autografi provenienti da tutto il mondo, sono le Star di questi importanti musei, così straordinari da creare lunghe trattative con musei, perchè le opere hanno costi di assicurazione altissimi per l’estradizione, si pensi all’opera ” I Musici” provenienti da New York dal Metropolitan Museum, ” “Hecce Homo” dal Museo del Prado di Madrid; oltre a un’accurata valutazione dello stato di conservazione di ciascun pezzo.L’esposizione riunisce molte opere iconiche e alcune recentemente scoperte di Caravaggio. Cosa spera che i visitatori portino con sé dall’esperienza, in particolare per quanto riguarda la comprensione dell’influenza di Caravaggio sull’arte e sulla società?L’obiettivo principale è offrire ai visitatori un’immersione profonda nell’universo di Caravaggio, non solo come artista ma come figura rivoluzionaria che ha segnato in modo indelebile la storia dell’arte.Questa mostra è una grande opportunità per il pubblico perchè possono vedere il Ritratto di Maffeo Barberini a oltre sessant’anni dalla sua riscoperta e ora per la prima volta è affiancato ad altri dipinti di Caravaggio come la Santa Caterina del Museo Thyssen- Bornemisza di MAdrid, capolavoro della collezione Barberini, Marta e MAddalena del Detroit Institute of Arts; vi sono le opere legate alla storia del collezionismo dei Barberini, come “I Bari” del Kimbell Art Museum di Fort Worth. Chiude la selezione di questo importante prestito “Il Martirio di Sant’Orsola”, ultimo dipinto del Merisi, realizzato poco prima della sua morte nel 1610 a Porto Sant’Ercole.La relazione di Caravaggio con i suoi committenti e con la famiglia Barberini è centrale nell’esposizione. In che modo questa connessione arricchisce la nostra comprensione della sua arte e della sua vita durante questo periodo?I Barberini hanno giocato un ruolo chiave nella vita di Caravaggio, rappresentando sia una fonte di protezione sia un’importante committenza per il pittore. Attraverso i documenti storici e le opere in mostra, vogliamo mettere in luce l’intricata rete di rapporti tra Caravaggio e le figure di potere dell’epoca. La relazione con i Barberini mostra anche come la sua arte fosse tanto apprezzata quanto controversa: la sua capacità di reinterpretare i temi sacri con un realismo crudo e coinvolgente era rivoluzionaria, ma al tempo stesso suscitava reazioni contrastanti tra i suoi committenti. Nei quadri c’è la sua vita, e grazie alla possibilità di vedere riunite tutte queste sue opere si apprezza l’evoluzione stilistica fino alla sua ultima opera.Com’è stata la relazione fra Palazzo Barberini e la Galleria Borghese per la realizzazione di questa grande mostra, considerando che Francesca Cappelletti è una esperta di Caravaggio e direttrice della Galleria Borghese?La collaborazione tra Palazzo Barberini e la Galleria Borghese è stata fondamentale per la realizzazione di Caravaggio 2025. Francesca Cappelletti, con la sua profonda conoscenza dell’artista e del suo contesto, ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del percorso espositivo e alla selezione delle opere. La Galleria Borghese custodisce alcuni dei capolavori più celebri di Caravaggio, e il dialogo tra le due istituzioni ha permesso di valorizzare al meglio la loro presenza in mostra. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra musei, che ha permesso non solo di offrire al pubblico una visione più completa dell’opera di Caravaggio, ma anche di rafforzare la collaborazione tra le grandi istituzioni culturali italiane ed estere. ENGLISH VERSION What has been the most challenging aspect of curating such a significant exhibition on Caravaggio, especially with the inclusion of rare or lesser-known works?Curating an exhibition of this magnitude required a delicate balance between scholarly rigor, logistics, and innovative display techniques. One of the most complex challenges was undoubtedly securing the loans of twenty autograph paintings from around the world. These works are the stars of their respective museums, making negotiations lengthy, as institutions are understandably reluctant to part with them. Additionally, the high insurance costs associated with their transport added another layer of complexity. Consider, for instance, The Musicians from the Metropolitan Museum of Art in New York or Ecce Homo from the Prado Museum in Madrid. Another crucial aspect was the meticulous assessment of each piece’s condition to ensure its preservation during the exhibition.The exhibition brings together many iconic works as well as some recently discovered pieces by Caravaggio. What do you hope visitors will take away from this experience, particularly regarding Caravaggio’s influence on art and society?The main goal is to offer visitors an immersive journey into Caravaggio’s world—not only as an artist but as a revolutionary figure who left an indelible mark on art history. This exhibition presents a unique opportunity for the public to see the Portrait of Maffeo Barberini, which has not been displayed in over sixty years since its rediscovery. For the first time, it is presented alongside other Caravaggio masterpieces such as Saint Catherine from the Thyssen-Bornemisza Museum in Madrid, a cornerstone of the Barberini collection, Martha and Mary Magdalene from the Detroit Institute of Arts, and works linked to the Barberini family’s history as collectors, including The Cardsharps from the Kimbell Art Museum in Fort Worth. The exhibition culminates with The Martyrdom of Saint Ursula, the last painting Caravaggio created before his death in 1610 in Porto Ercole.Caravaggio’s relationship with his patrons and the Barberini family is central to the exhibition. How does this connection deepen our understanding of his art and life during that period?The Barberini family played a crucial role in Caravaggio’s life, providing both protection and significant commissions. Through historical documents and the works on display, we aim to shed light on the intricate web of relationships between Caravaggio and the powerful figures of his time. His connection with the Barberini family also highlights how his art was both highly valued and deeply controversial. His ability to reinterpret sacred themes with raw, compelling realism was groundbreaking, yet it often provoked mixed reactions from his patrons. His paintings are