Interview on the Exhibition “Caravaggio 2025” with Thomas Clement Salomon, Director of the Gallerie Nazionali di Arte Antica at Palazzo Barberini in Rome

Qual è stato l’aspetto più impegnativo nel curare un’esposizione così significativa su Caravaggio, soprattutto con l’inclusione di opere rare o meno conosciute?Curare una mostra di questa portata ha richiesto un attento equilibrio tra rigore scientifico, logistica e innovazione nell’allestimento. Una delle sfide più complesse è stata senza dubbio il processo di prestito di venti dipinti autografi provenienti da tutto il mondo, sono le Star di questi importanti musei, così straordinari da creare lunghe trattative con musei, perchè le opere hanno costi di assicurazione altissimi per l’estradizione, si pensi all’opera ” I Musici” provenienti da New York dal Metropolitan Museum, ” “Hecce Homo” dal Museo del Prado di Madrid; oltre a un’accurata valutazione dello stato di conservazione di ciascun pezzo.L’esposizione riunisce molte opere iconiche e alcune recentemente scoperte di Caravaggio. Cosa spera che i visitatori portino con sé dall’esperienza, in particolare per quanto riguarda la comprensione dell’influenza di Caravaggio sull’arte e sulla società?L’obiettivo principale è offrire ai visitatori un’immersione profonda nell’universo di Caravaggio, non solo come artista ma come figura rivoluzionaria che ha segnato in modo indelebile la storia dell’arte.Questa mostra è una grande opportunità per il pubblico perchè possono vedere il Ritratto di Maffeo Barberini a oltre sessant’anni dalla sua riscoperta e ora per la prima volta è affiancato ad altri dipinti di Caravaggio come la Santa Caterina del Museo Thyssen- Bornemisza di MAdrid, capolavoro della collezione Barberini, Marta e MAddalena del Detroit Institute of Arts; vi sono le opere legate alla storia del collezionismo dei Barberini, come “I Bari” del Kimbell Art Museum di Fort Worth. Chiude la selezione di questo importante prestito “Il Martirio di Sant’Orsola”, ultimo dipinto del Merisi, realizzato poco prima della sua morte nel 1610 a Porto Sant’Ercole.La relazione di Caravaggio con i suoi committenti e con la famiglia Barberini è centrale nell’esposizione. In che modo questa connessione arricchisce la nostra comprensione della sua arte e della sua vita durante questo periodo?I Barberini hanno giocato un ruolo chiave nella vita di Caravaggio, rappresentando sia una fonte di protezione sia un’importante committenza per il pittore. Attraverso i documenti storici e le opere in mostra, vogliamo mettere in luce l’intricata rete di rapporti tra Caravaggio e le figure di potere dell’epoca. La relazione con i Barberini mostra anche come la sua arte fosse tanto apprezzata quanto controversa: la sua capacità di reinterpretare i temi sacri con un realismo crudo e coinvolgente era rivoluzionaria, ma al tempo stesso suscitava reazioni contrastanti tra i suoi committenti. Nei quadri c’è la sua vita, e grazie alla possibilità di vedere riunite tutte queste sue opere si apprezza l’evoluzione stilistica fino alla sua ultima opera.Com’è stata la relazione fra Palazzo Barberini e la Galleria Borghese per la realizzazione di questa grande mostra, considerando che Francesca Cappelletti è una esperta di Caravaggio e direttrice della Galleria Borghese?La collaborazione tra Palazzo Barberini e la Galleria Borghese è stata fondamentale per la realizzazione di Caravaggio 2025. Francesca Cappelletti, con la sua profonda conoscenza dell’artista e del suo contesto, ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del percorso espositivo e alla selezione delle opere. La Galleria Borghese custodisce alcuni dei capolavori più celebri di Caravaggio, e il dialogo tra le due istituzioni ha permesso di valorizzare al meglio la loro presenza in mostra. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra musei, che ha permesso non solo di offrire al pubblico una visione più completa dell’opera di Caravaggio, ma anche di rafforzare la collaborazione tra le grandi istituzioni culturali italiane ed estere. ENGLISH VERSION What has been the most challenging aspect of curating such a significant exhibition on Caravaggio, especially with the inclusion of rare or lesser-known works?Curating an exhibition of this magnitude required a delicate balance between scholarly rigor, logistics, and innovative display techniques. One of the most complex challenges was undoubtedly securing the loans of twenty autograph paintings from around the world. These works are the stars of their respective museums, making negotiations lengthy, as institutions are understandably reluctant to part with them. Additionally, the high insurance costs associated with their transport added another layer of complexity. Consider, for instance, The Musicians from the Metropolitan Museum of Art in New York or Ecce Homo from the Prado Museum in Madrid. Another crucial aspect was the meticulous assessment of each piece’s condition to ensure its preservation during the exhibition.The exhibition brings together many iconic works as well as some recently discovered pieces by Caravaggio. What do you hope visitors will take away from this experience, particularly regarding Caravaggio’s influence on art and society?The main goal is to offer visitors an immersive journey into Caravaggio’s world—not only as an artist but as a revolutionary figure who left an indelible mark on art history. This exhibition presents a unique opportunity for the public to see the Portrait of Maffeo Barberini, which has not been displayed in over sixty years since its rediscovery. For the first time, it is presented alongside other Caravaggio masterpieces such as Saint Catherine from the Thyssen-Bornemisza Museum in Madrid, a cornerstone of the Barberini collection, Martha and Mary Magdalene from the Detroit Institute of Arts, and works linked to the Barberini family’s history as collectors, including The Cardsharps from the Kimbell Art Museum in Fort Worth. The exhibition culminates with The Martyrdom of Saint Ursula, the last painting Caravaggio created before his death in 1610 in Porto Ercole.Caravaggio’s relationship with his patrons and the Barberini family is central to the exhibition. How does this connection deepen our understanding of his art and life during that period?The Barberini family played a crucial role in Caravaggio’s life, providing both protection and significant commissions. Through historical documents and the works on display, we aim to shed light on the intricate web of relationships between Caravaggio and the powerful figures of his time. His connection with the Barberini family also highlights how his art was both highly valued and deeply controversial. His ability to reinterpret sacred themes with raw, compelling realism was groundbreaking, yet it often provoked mixed reactions from his patrons. His paintings are

Aleida Guevara: A Legacy of Thought and Humanity. Interview with Aleida Guevara

Bologna ospita una mostra speciale dedicata a Ernesto Che Guevara, un’occasione per esplorare la sua eredità ideologica e culturale oltre la figura storica. Sua figlia, Aleida Guevara, sarà presente all’evento, offrendo una prospettiva personale e approfondita sulla visione del padre. In questa intervista, parliamo della rilevanza attuale dei suoi ideali, del ruolo della cultura nella diffusione del suo messaggio e del significato di portare questa mostra a Bologna.La mostra di Bologna approfondisce il pensiero e l’eredità di Ernesto Che Guevara. Quale ritiene sia il valore più importante della sua visione del mondo nella società contemporanea?Prima di tutto, ha dimostrato con la sua vita il concetto di internazionalismo. Ha sempre parlato della necessaria unità tra i popoli per poter sconfiggere il nemico comune: l’imperialismo.Lo scrittore Eduardo Galeano ha espresso bene questo concetto nella sua poesia El más nacedor:“Più lo insultano, lo manipolano, lo tradiscono, più lui rinasce. È colui che rinasce di più. Non sarà perché il Che diceva ciò che pensava e faceva ciò che diceva?”Che Guevara ha sempre avuto una profonda idea dell’essere umano, della sua dignità e del suo potenziale. Come crede che la sua filosofia continui a ispirare le persone oggi?L’esempio di Che Guevara è fonte di ispirazione, soprattutto per le nuove generazioni, ma è necessario studiare più a fondo i suoi scritti. Quando li leggiamo, possiamo sentirne la presenza per la loro attualità. Una volta disse che la vita di un essere umano valeva molte volte di più di tutte le ricchezze dell’uomo più facoltoso del mondo. Il rispetto reciproco è fondamentale per poter vivere in pace.Durante tutta la sua vita, suo padre ha cercato di unire pensiero e azione, teoria e pratica. In che modo ritiene che la sua visione possa essere interpretata dalle nuove generazioni?Credo che la risposta sia nelle parole di Galeano, quando diceva che è raro trovare una tale integrità in un essere umano e ancor più in un leader. O quando lo stesso Che parlava della necessità dell’esempio personale per indicare una strada e del principio secondo cui non si può chiedere a qualcun altro di fare qualcosa se non si è disposti a farlo per primi.Dire sempre la verità, interrogarsi su tutto ciò che non si comprende e dichiarare guerra al formalismo. Personalmente, credo che il Che possa essere uno strumento per affrontare la vita e sentirsi completi come esseri umani.L’arte, la letteratura e la cultura in generale hanno avuto un ruolo importante nella sua formazione intellettuale. Quanto è importante oggi la cultura nella conservazione e nella trasmissione del suo messaggio?Cos’è la cultura? Sono le nostre radici, la nostra identità, il nostro modo di vedere la vita e di agire di conseguenza. La cultura è parte essenziale della nostra esistenza, e aspiriamo affinché il Che diventi uno strumento per quella vita, una parte della cultura universale.Avrete sicuramente sentito poesie e canzoni a lui dedicate, e tutte trasmettono qualcosa della sua vita. Quante opere d’arte abbiamo visto? Quanti monumenti? E se un bambino o un giovane si chiede “Chi è quest’uomo?” e impara qualcosa sulla sua vita, allora stiamo facendo progressi.Bologna ha una lunga tradizione di conoscenza, apprendimento e scambio culturale. Cosa significa per lei portare questa mostra in questa città?È una grande opportunità affinché migliaia di giovani possano entrare in contatto con la vita e l’opera di quest’uomo. Se, dopo aver visto la mostra, vorranno saperne di più su di lui e approfondire la loro conoscenza, allora saremo felici e avremo raggiunto l’obiettivo principale dell’esposizione: permettere al Che, all’uomo, attraverso la sua vita e il suo operato, di toccare altre persone. Come disse un patriota cubano: “Anche dopo la morte, possiamo essere utili.” ENGLISH VERSION Bologna is set to host a special exhibition dedicated to Ernesto Che Guevara, an opportunity to explore his ideological and cultural legacy beyond the historical figure. His daughter, Aleida Guevara, will be present at the event, offering a personal and in-depth perspective on her father’s vision. In this interview, we discuss the relevance of his ideals today, the role of culture in preserving his message, and what it means to bring this exhibition to Bologna.The exhibition in Bologna delves into the thought and legacy of Ernesto Che Guevara. What do you think is the most important value of his worldview in contemporary society?First and foremost, he demonstrated the concept of internationalism with his life. He always spoke of the necessary unity among peoples in order to defeat the common enemy: imperialism.The writer Eduardo Galeano captured this idea perfectly in his poem El más nacedor:“The more they insult him, manipulate him, betray him, the more he is reborn. He is the most reborn of all. Could it be because Che said what he thought, and did what he said?”Che Guevara always had a profound understanding of human dignity and potential. How do you think his philosophy continues to inspire people today?Che Guevara’s example is inspiring, especially for younger generations, but his writings must be studied in greater depth. When we read them, we can feel his presence because of their ongoing relevance. He once said that the life of a human being was worth many times more than all the wealth of the richest man in the world. Respect among all people is essential in order to live in peace.Throughout his life, your father sought to unite thought and action, theory and practice. How do you think his vision can be interpreted by new generations?I believe Galeano’s words hold the answer—when he said that it is rare to find such integrity in a human being, and even rarer in a leader. Or when Che himself spoke about the necessity of leading by example, never asking others to do something you are not willing to do yourself.Always tell the truth, question everything you do not understand, and wage war against formalism. Personally, I believe that Che can be a tool for facing life and for feeling whole as a human being.Art, literature, and culture played a significant role in his intellectual formation. How important is culture

Interview with Guillaume Piens, Director of Art Paris

“Immortal: A Focus on Figurative Painting in France” esplorerà il contesto storico e le influenze degli artisti figurativi francesi. Quali artisti o opere ritieni incarnino meglio il legame tra la pittura figurativa contemporanea e i maestri del passato?L’idea con i curatori ospiti Amélie Adamo e Numa Hambursin era di mostrare come la pittura figurativa sia stata in effetti un elemento permanente in Francia sin dal dopoguerra. La selezione di 30 artisti scelti a questo scopo va da artisti pionieristici come Jean Hélion alla nuova figurazione degli anni ’60 e ’70, in particolare il movimento della figurazione narrativa con artisti come Dado, Gérard Schlosser, Sabine Monirys. Continua fino agli anni ’80 e alla figurazione libre, rappresentata da Robert Combas, prima di presentare la nuova generazione con Dhewadi Hadjab, Laurent Proux e Barbara Navi tra gli altri.In che modo le differenze generazionali tra gli artisti selezionati per “Immortal” influenzeranno la visione curatoriale complessiva, considerando che alcuni provengono da contesti molto diversi in termini di stile e tecnica?Questo focus evidenzia una resistenza all’idea che “la pittura sia morta”, una convinzione che attraversa le generazioni dimostrando che questo dialogo intergenerazionale non è mai cessato. Mette anche in mostra la diversità delle pratiche attuali. Dopo essere stata lasciata fuori al freddo per molti anni sia dai critici che dalle istituzioni, la pittura figurativa ha visto una rinascita di interesse in Francia dal 2020 e una nuova generazione di artisti si è fatta un nome con successo. Secondo Amélie Adamo, questi artisti “situano la loro pratica in relazione alla lunga storia dell’arte, pur assumendo la natura paradossale della loro posizione: non sono solo gli eredi di una tradizione secolare tramandata dai grandi maestri, ma possono anche riflettere sulle trasformazioni rivoluzionarie che l’immagine ha subito. Possono attingere alla tradizione, mentre confondono i confini della discendenza guardando alla cultura popolare e alle nuove scuole di pensiero per trarre ispirazione. E infine, possono immergersi nel fascino dell’arte contemporanea per l’ibridazione, pur insistendo sulla necessità del rigore formale.Il settore “Promises” ha visto una partecipazione crescente di gallerie giovani e internazionali. Come vede l’evoluzione di questo spazio dedicato alle gallerie emergenti rispetto alle edizioni precedenti? Quali tendenze stanno emergendo da questi nuovi attori?Il settore Promises per le gallerie giovani e gli artisti emergenti sta effettivamente crescendo in termini di dimensioni con 25 gallerie invece di 9 e una nuova sede sui balconi che si affacciano sulla navata centrale del Grand Palais. La selezione è stata affidata alle abili mani del curatore della mostra Marc Donnadieu, che è anche membro del comitato di selezione di Art Paris. Siamo lieti dell’ampia gamma di paesi rappresentati. Il 59% delle gallerie espositrici proviene da fuori dalla Francia: Sudafrica, Belgio, Canada, Kuwait, Italia, Giappone, Hong Kong, Guatemala, Regno Unito, Singapore e Slovacchia. Tra le tendenze degne di nota c’è la pittura figurativa con artisti come Killion Huang (Edji Gallery), Israfil Ridhwan (Cuturi) e Nour Elbasuni (Hunna Art), che affrontano questioni di identità e genere. Anche la natura è un argomento di interesse, come si vede nel lavoro di Marco Emmanuele (22,48 m2) e Ilanit Illouz (Galerie Anne-Laure Buffard), così come l’artigianato esemplificato dall’uso del tessuto da parte dell’artista sudafricano Bulumko Mbete (The Bridge Gallery) e della ceramica di Yoann Estevenin (La peau de l’ours). LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA “Immortal: A Focus on Figurative Painting in France” will explore the historical context and influences of French figurative artists. Which artists or works do you believe best embody the connection between contemporary figurative painting and the masters of the past?The idea with guest curators Amélie Adamo and Numa Hambursin was to show how figurative painting has in fact been a permanent fixture in France ever since the postwar period. The selection of 30 artists chosen to this end goes from pioneering artists like Jean Hélion to new figuration in the 60s and 70s, notably the figuration narrative movement with artists, such as Dado, Gérard Schlosser, Sabine Monirys. It continues through to the 1980s and figuration libre – represented by Robert Combas – before showcasing the new generation with Dhewadi Hadjab, Laurent Proux and Barbara Navi amongst others.How will the generational differences among the artists selected for “Immortal” influence the overall curatorial vision, considering that some come from very different contexts in terms of style and technique?This focus highlights a resistance to the notion that ‘painting is dead’, a belief that crosses generations proving that this intergenerational dialogue has never ceased. It also showcases the diversity of current practices. Having been left out in the cold for many years by both critics and institutions, figurative painting has seen a resurgence of interest in France since 2020 and a new generation of artists have successfully made a name for themselves. According to Amélie Adamo, these artists “situate their practice in relation to the long history of art, while taking onboard the paradoxical nature of their position: they are not only the heirs to an age-old tradition handed down from the grand masters, but they can also reflect upon the revolutionary transformations the image has undergone. They can draw on tradition, while blurring the lines of descent by looking to popular culture and new schools of thought for inspiration. And finally, they can immerse themselves in contemporary art’s fascination with hybridity, while insisting on the necessity for formal rigour.The ‘Promises’ sector has seen increasing participation from young and international galleries. How do you see the evolution of this space dedicated to emerging galleries compared to previous editions? What trends are emerging from these new players?The Promises sector for young galleries and emerging artists is indeed growing in scale with 25 galleries instead of 9 and a new location on the balconies overlooking the central nave at the Grand Palais. The selection was placed in the capable hands of exhibition curator Marc Donnadieu, who is also a member of the Art Paris selection committee. We are delighted with the wide range of countries represented. 59% of the exhibiting galleries are from outside France: South Africa, Belgium, Canada, Kuwait, Italy, Japan, Hong Kong,

Continuano le vicende che portano sotto i riflettori la mostra italiana dedicata al Futurismo allestita alla GNAM di Roma

Aloni di mistero avvolgono “Forme uniche” di Boccioni esclusa dalla mostra sul Futurismo a causa di una controversia sulla didascalia Carmelita Brunetti*editore e Direttore Responsabile della testata internazionale ArtonWorld.com La scultura “Forme uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioni, emblema del Futurismo e presente sulla moneta da 20 centesimi, è stata rimossa dalla mostra dedicata al movimento futurista alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) di Roma. La decisione è stata presa il 12 dicembre 2024, dopo che il collezionista Roberto Bilotti d’Aragona, proprietario dell’opera, aveva formalmente diffidato il Ministero della Cultura dall’esporla con la didascalia proposta, ritenuta errata sotto il profilo scientifico e storico. Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità nello spazio La didascalia contestata descriveva l’opera come un “surmoulage (riproduzione) del 2011”, un termine che Bilotti ha giudicato fuorviante. Il surmoulage è infatti una fusione effettuata a partire da un bronzo già esistente, non una riproduzione in senso generico. Bilotti ha richiesto che l’opera fosse esposta con la dicitura “1913 (2011)”, come per altri bronzi postumi dell’artista, per indicare il legame tra l’opera originale e la sua realizzazione successiva, autorizzata dagli eredi di Boccioni. La controversia si è inasprita poiché, secondo Bilotti, l’uso del termine “riproduzione” sminuiva il valore storico dell’opera, che rappresenta uno dei pilastri del Futurismo. Nonostante le obiezioni espresse prima dell’inaugurazione della mostra, gli organizzatori hanno scelto di mantenere la formulazione contestata. Questo ha portato alla diffida ufficiale del 10 dicembre, seguita dal ritiro della scultura due giorni dopo. La rimozione della scultura ha suscitato preoccupazioni circa la gestione scientifica della mostra, che non si avvale di un comitato di esperti del Futurismo. In un comunicato, la direttrice della GNAM, Renata Cristina Mazzantini, ha confermato la rimozione, invitando il proprietario a ritirare l’opera in seguito al dissenso sollevato. La vicenda pone interrogativi sulla gestione del patrimonio artistico e sulle modalità di esposizione delle opere storiche, sollevando un acceso dibattito sulla corretta interpretazione e valorizzazione delle opere d’arte. Come si possono commettere delle azioni così scorrette o improprie di fronte ad un’opera fra le più famose di Umberto Boccioni ? Forme uniche della continuità nello spazio, 1913, il celebre bronzo di Boccioni che viene esposto ad intermittenza in questa mostra e che tutti riconoscono come sua opera autentica e fra le più significative del futurismo. Per chiarire alcuni punti sulla intricata vicenda ne abbiamo parlato ancora con il prestatore dell’opera Roberto Bilotti d’Aragona Puoi raccontarci il tuo punto di vista sulla vicenda?Secondo te in che modo la mostra interpreta lo spirito del Futurismo? Roberto Ruggi D’Aragona: Il Tempo del Futurismo si presenta come un’esperienza polifonica, che intreccia arte, scienza e tecnologia. Tra dipinti, sculture, documenti storici e oggetti scientifici, la mostra ricostruisce un panorama completo di quel periodo. Gli oggetti esposti – auto, moto, aerei e persino manifesti pubblicitari – testimoniano la visione innovativa dei futuristi, il loro desiderio di celebrare un nuovo stile di vita fondato sulla velocità e sul dinamismo industriale. È un viaggio immersivo che collega le avanguardie del passato alle sfide del presente. Il Collezionista Roberto Bilotti D’Aragona Come considera la scelta di includere fusioni postume nelle esposizioni dedicate a Boccioni? Roberto Bilotti D’Aragona: Le fusioni postume, per loro stessa natura, rappresentano un tema delicato. Sebbene siano traduzioni fedeli dei modelli originali, nessuna di esse fu supervisionata direttamente da Boccioni. Questo richiede un inquadramento storico rigoroso e trasparente. Purtroppo, spesso manca la chiarezza necessaria. Spiega al pubblico che ci legge cosa è successo esattamente Roberto Bilotti D’Aragona: Nel caso di questa mostra, alcune descrizioni rischiano di creare confusione nel pubblico, compromettendo la comprensione del contesto storico.denominazione e errore di traduzione, che ridicolizza il museo, malgrado la diffida argomentata dettagliatamente, espone il museo pubblico a richiesta di risarcimento si configura come malo gestio della cosa pubblica. Forme uniche della continuità nello spazio scultura in bronzo di Umberto Boccioni è l’icona della mostra Il Tempo del Futurismo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma perché più di tutte incarna lo spirito della mostra, il sentimento di quel tempo, lo spirito di innovazione, la sua potenza visionaria, l’idealizzazione della velocità meccanica-industriale. Un capolavoro che esprime il rapporto tra uomo e macchina che in Boccioni sarebbe diventato sempre più stretto fino a fondersi in una audace visione futurista, una forza dell’utopia divenuta attuale osmosi tra uomo e macchina. Forme uniche in bronzo, derivata dal gesso primario o attraverso il passaggio tecnico dal bronzo, di cui entrambe sono traduzione fedele, sono presenti in molti musei del mondo proprio perché anche se concepita nl 1913 è ancora attuale nel messaggio, ancora in grado di dialogare con le sfide della modernità continuando a coinvolgere e emozionare. E’ il simbolo del Movimento d’avanguardia tra più ammirati al mondo, esposto tra dipinti, sculture, oggetti scientifici, documenti storici, libri e manifesti pubblicitari. Tra auto e aerei, moto e radio, visione polifonica, diverse voci e stimoli che si intrecciano incarnando il nuovo stile di vita l’esperienza moderna il nuovo modo di vivere che continua ad evolversi su quelle basi. Incarna proprio il rapporto tra arte e scienza/tecnologia, la meccanizzazione dell’umano e dell’umanizzazione della macchina. Rappresenta gli obiettivi artistici iconoclastici e rivoluzionari dei futuristi la deformazione di un corpo antropomorfo, l’uomo-macchina lanciato a conquistare il futuro in una traiettoria semplificata in forma unica delle variazioni del movimento. La scultura di Boccioni di collezione Bilotti, voluta da Filippo Tommaso Marinetti, autorizzata dalle sue eredi, realizzata con la supervisione scientifica di Maurizio Calvesi, pubblicata nel catalogo generale è appena tornata dall’ONU dove è stata esposta dal ministero degli esteri dopo un tour nelle principali capitali del mondo, è posizionata al termine dell’installazione multimediale di Magister Art, un percorso di stati d’animo tra paesaggi emotivi e intellettuali diversi. Immagini luminose led appaiono in funzione del movimento delle persone all’interno trasmettendo le suggestioni psicologiche di energia e velocità. Sulla parete esterna la scomposizione in immagini di Forme uniche di Boccioni esposto come la sequenza cronofotografica con gli effetti del movimento e i ritmi lineari che attivano la forma in sintesi e simultaneità la cui gamma visiva diviene

Vatican Museum contemporary art Collection. Interview with the manager Micol Forti

La bellezza dell’arte antica e moderna delle opere dei Musei Vaticani, come il Giudizio Universale nella Cappella Sistina,può far dimenticare che in questa meravigliosa sede vi è anche una importante e cospicua collezione di opere d’arte contemporanea, per conoscerne meglio la storia interpelliamo la responsabile della collezione Micol Forti .Carmela Brunetti: Dagli anni ‘ 70 ad oggi la collezione di quante opere vanta?Micol Forti: L’arte e la cultura in generale è un settore gravemente colpito dalla pandemia Covid 19. Grazie ai canali del web, della multimedialità si va avanti perché si crea un ponte con il pubblico. Questi settori vanno conosciuti ed incentivati. Molti non sanno che esiste questa collezione, perché il nostro tempo spesso non viene studiato neanche a scuola, è un periodo complesso e ci si concentra soprattutto sull’opera dei grandi maestri come Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, solo per citarne alcuni. In musei come il Louvre, il British Museum ed il Metropolitan seppur hanno opere contemporanee,il grande pubblico conoscono le loro icone: la Gioconda al Louvre, il Laoconte in Vaticano, il Parthenon al British Museum. Nel 2023 il settore contemporaneo dei Musei Vaticani compie 50 anni di vita, è davvero giovane, mentre il MoMa ha superato il secolo e tutti lo conoscono come il più grande museo di arte contemporanea. Le opere sono 8600 è l’unico settore che si ingrandisce anno dopo anno. Il desiderio di Paolo VI era che questa area del museo doveva essere destinata al contemporaneo per confrontarsi con le diverse epoche e permettere agli artisti di incontrare la spiritualità… PER LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO CLICCA QUI The beauty of the ancient and modern art of the works of the Vatican Museums, such as the Last Judgment in the Sistine Chapel, can make us forget that in this wonderful venue there is also an important and conspicuous collection of contemporary works of art, to better know its history we contact the manager of the Micol Forti collection.Carmela Brunetti: From the 70s to today, how many works does the collection boast?Micol Forti: Art and culture in general is a sector seriously affected by the Covid 19 pandemic. Thanks to the web channels, multimedia is moving forward because a bridge is created with the public. These sectors must be known and encouraged. Many do not know that this collection exists, because our time is often not studied even at school, it is a complex period and we focus above all on the work of great masters such as Leonardo, Raphael, Michelangelo, Caravaggio, just to name a few. In museums such as the Louvre, the British Museum and the Metropolitan, although they have contemporary works, the general public knows their icons: the Gioconda in the Louvre, the Laoconte in the Vatican, the Parthenon in the British Museum. In 2023 the contemporary sector of the Vatican Museums is 50 years old, it is really young, while the MoMa has passed the century and everyone knows it as the largest museum of contemporary art. There are 8600 works, it is the only sector that grows year after year. Paul VI’s desire was that this area of ​​the museum should be destined for the contemporary to confront the different eras and allow artists to encounter spirituality. TO READ THE COMPLETE ARTICLE CLICK HERE

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