Interview on the Exhibition “Caravaggio 2025” with Thomas Clement Salomon, Director of the Gallerie Nazionali di Arte Antica at Palazzo Barberini in Rome

Qual è stato l’aspetto più impegnativo nel curare un’esposizione così significativa su Caravaggio, soprattutto con l’inclusione di opere rare o meno conosciute?Curare una mostra di questa portata ha richiesto un attento equilibrio tra rigore scientifico, logistica e innovazione nell’allestimento. Una delle sfide più complesse è stata senza dubbio il processo di prestito di venti dipinti autografi provenienti da tutto il mondo, sono le Star di questi importanti musei, così straordinari da creare lunghe trattative con musei, perchè le opere hanno costi di assicurazione altissimi per l’estradizione, si pensi all’opera ” I Musici” provenienti da New York dal Metropolitan Museum, ” “Hecce Homo” dal Museo del Prado di Madrid; oltre a un’accurata valutazione dello stato di conservazione di ciascun pezzo.L’esposizione riunisce molte opere iconiche e alcune recentemente scoperte di Caravaggio. Cosa spera che i visitatori portino con sé dall’esperienza, in particolare per quanto riguarda la comprensione dell’influenza di Caravaggio sull’arte e sulla società?L’obiettivo principale è offrire ai visitatori un’immersione profonda nell’universo di Caravaggio, non solo come artista ma come figura rivoluzionaria che ha segnato in modo indelebile la storia dell’arte.Questa mostra è una grande opportunità per il pubblico perchè possono vedere il Ritratto di Maffeo Barberini a oltre sessant’anni dalla sua riscoperta e ora per la prima volta è affiancato ad altri dipinti di Caravaggio come la Santa Caterina del Museo Thyssen- Bornemisza di MAdrid, capolavoro della collezione Barberini, Marta e MAddalena del Detroit Institute of Arts; vi sono le opere legate alla storia del collezionismo dei Barberini, come “I Bari” del Kimbell Art Museum di Fort Worth. Chiude la selezione di questo importante prestito “Il Martirio di Sant’Orsola”, ultimo dipinto del Merisi, realizzato poco prima della sua morte nel 1610 a Porto Sant’Ercole.La relazione di Caravaggio con i suoi committenti e con la famiglia Barberini è centrale nell’esposizione. In che modo questa connessione arricchisce la nostra comprensione della sua arte e della sua vita durante questo periodo?I Barberini hanno giocato un ruolo chiave nella vita di Caravaggio, rappresentando sia una fonte di protezione sia un’importante committenza per il pittore. Attraverso i documenti storici e le opere in mostra, vogliamo mettere in luce l’intricata rete di rapporti tra Caravaggio e le figure di potere dell’epoca. La relazione con i Barberini mostra anche come la sua arte fosse tanto apprezzata quanto controversa: la sua capacità di reinterpretare i temi sacri con un realismo crudo e coinvolgente era rivoluzionaria, ma al tempo stesso suscitava reazioni contrastanti tra i suoi committenti. Nei quadri c’è la sua vita, e grazie alla possibilità di vedere riunite tutte queste sue opere si apprezza l’evoluzione stilistica fino alla sua ultima opera.Com’è stata la relazione fra Palazzo Barberini e la Galleria Borghese per la realizzazione di questa grande mostra, considerando che Francesca Cappelletti è una esperta di Caravaggio e direttrice della Galleria Borghese?La collaborazione tra Palazzo Barberini e la Galleria Borghese è stata fondamentale per la realizzazione di Caravaggio 2025. Francesca Cappelletti, con la sua profonda conoscenza dell’artista e del suo contesto, ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del percorso espositivo e alla selezione delle opere. La Galleria Borghese custodisce alcuni dei capolavori più celebri di Caravaggio, e il dialogo tra le due istituzioni ha permesso di valorizzare al meglio la loro presenza in mostra. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra musei, che ha permesso non solo di offrire al pubblico una visione più completa dell’opera di Caravaggio, ma anche di rafforzare la collaborazione tra le grandi istituzioni culturali italiane ed estere. ENGLISH VERSION What has been the most challenging aspect of curating such a significant exhibition on Caravaggio, especially with the inclusion of rare or lesser-known works?Curating an exhibition of this magnitude required a delicate balance between scholarly rigor, logistics, and innovative display techniques. One of the most complex challenges was undoubtedly securing the loans of twenty autograph paintings from around the world. These works are the stars of their respective museums, making negotiations lengthy, as institutions are understandably reluctant to part with them. Additionally, the high insurance costs associated with their transport added another layer of complexity. Consider, for instance, The Musicians from the Metropolitan Museum of Art in New York or Ecce Homo from the Prado Museum in Madrid. Another crucial aspect was the meticulous assessment of each piece’s condition to ensure its preservation during the exhibition.The exhibition brings together many iconic works as well as some recently discovered pieces by Caravaggio. What do you hope visitors will take away from this experience, particularly regarding Caravaggio’s influence on art and society?The main goal is to offer visitors an immersive journey into Caravaggio’s world—not only as an artist but as a revolutionary figure who left an indelible mark on art history. This exhibition presents a unique opportunity for the public to see the Portrait of Maffeo Barberini, which has not been displayed in over sixty years since its rediscovery. For the first time, it is presented alongside other Caravaggio masterpieces such as Saint Catherine from the Thyssen-Bornemisza Museum in Madrid, a cornerstone of the Barberini collection, Martha and Mary Magdalene from the Detroit Institute of Arts, and works linked to the Barberini family’s history as collectors, including The Cardsharps from the Kimbell Art Museum in Fort Worth. The exhibition culminates with The Martyrdom of Saint Ursula, the last painting Caravaggio created before his death in 1610 in Porto Ercole.Caravaggio’s relationship with his patrons and the Barberini family is central to the exhibition. How does this connection deepen our understanding of his art and life during that period?The Barberini family played a crucial role in Caravaggio’s life, providing both protection and significant commissions. Through historical documents and the works on display, we aim to shed light on the intricate web of relationships between Caravaggio and the powerful figures of his time. His connection with the Barberini family also highlights how his art was both highly valued and deeply controversial. His ability to reinterpret sacred themes with raw, compelling realism was groundbreaking, yet it often provoked mixed reactions from his patrons. His paintings are

Aleida Guevara: A Legacy of Thought and Humanity. Interview with Aleida Guevara

Bologna ospita una mostra speciale dedicata a Ernesto Che Guevara, un’occasione per esplorare la sua eredità ideologica e culturale oltre la figura storica. Sua figlia, Aleida Guevara, sarà presente all’evento, offrendo una prospettiva personale e approfondita sulla visione del padre. In questa intervista, parliamo della rilevanza attuale dei suoi ideali, del ruolo della cultura nella diffusione del suo messaggio e del significato di portare questa mostra a Bologna.La mostra di Bologna approfondisce il pensiero e l’eredità di Ernesto Che Guevara. Quale ritiene sia il valore più importante della sua visione del mondo nella società contemporanea?Prima di tutto, ha dimostrato con la sua vita il concetto di internazionalismo. Ha sempre parlato della necessaria unità tra i popoli per poter sconfiggere il nemico comune: l’imperialismo.Lo scrittore Eduardo Galeano ha espresso bene questo concetto nella sua poesia El más nacedor:“Più lo insultano, lo manipolano, lo tradiscono, più lui rinasce. È colui che rinasce di più. Non sarà perché il Che diceva ciò che pensava e faceva ciò che diceva?”Che Guevara ha sempre avuto una profonda idea dell’essere umano, della sua dignità e del suo potenziale. Come crede che la sua filosofia continui a ispirare le persone oggi?L’esempio di Che Guevara è fonte di ispirazione, soprattutto per le nuove generazioni, ma è necessario studiare più a fondo i suoi scritti. Quando li leggiamo, possiamo sentirne la presenza per la loro attualità. Una volta disse che la vita di un essere umano valeva molte volte di più di tutte le ricchezze dell’uomo più facoltoso del mondo. Il rispetto reciproco è fondamentale per poter vivere in pace.Durante tutta la sua vita, suo padre ha cercato di unire pensiero e azione, teoria e pratica. In che modo ritiene che la sua visione possa essere interpretata dalle nuove generazioni?Credo che la risposta sia nelle parole di Galeano, quando diceva che è raro trovare una tale integrità in un essere umano e ancor più in un leader. O quando lo stesso Che parlava della necessità dell’esempio personale per indicare una strada e del principio secondo cui non si può chiedere a qualcun altro di fare qualcosa se non si è disposti a farlo per primi.Dire sempre la verità, interrogarsi su tutto ciò che non si comprende e dichiarare guerra al formalismo. Personalmente, credo che il Che possa essere uno strumento per affrontare la vita e sentirsi completi come esseri umani.L’arte, la letteratura e la cultura in generale hanno avuto un ruolo importante nella sua formazione intellettuale. Quanto è importante oggi la cultura nella conservazione e nella trasmissione del suo messaggio?Cos’è la cultura? Sono le nostre radici, la nostra identità, il nostro modo di vedere la vita e di agire di conseguenza. La cultura è parte essenziale della nostra esistenza, e aspiriamo affinché il Che diventi uno strumento per quella vita, una parte della cultura universale.Avrete sicuramente sentito poesie e canzoni a lui dedicate, e tutte trasmettono qualcosa della sua vita. Quante opere d’arte abbiamo visto? Quanti monumenti? E se un bambino o un giovane si chiede “Chi è quest’uomo?” e impara qualcosa sulla sua vita, allora stiamo facendo progressi.Bologna ha una lunga tradizione di conoscenza, apprendimento e scambio culturale. Cosa significa per lei portare questa mostra in questa città?È una grande opportunità affinché migliaia di giovani possano entrare in contatto con la vita e l’opera di quest’uomo. Se, dopo aver visto la mostra, vorranno saperne di più su di lui e approfondire la loro conoscenza, allora saremo felici e avremo raggiunto l’obiettivo principale dell’esposizione: permettere al Che, all’uomo, attraverso la sua vita e il suo operato, di toccare altre persone. Come disse un patriota cubano: “Anche dopo la morte, possiamo essere utili.” ENGLISH VERSION Bologna is set to host a special exhibition dedicated to Ernesto Che Guevara, an opportunity to explore his ideological and cultural legacy beyond the historical figure. His daughter, Aleida Guevara, will be present at the event, offering a personal and in-depth perspective on her father’s vision. In this interview, we discuss the relevance of his ideals today, the role of culture in preserving his message, and what it means to bring this exhibition to Bologna.The exhibition in Bologna delves into the thought and legacy of Ernesto Che Guevara. What do you think is the most important value of his worldview in contemporary society?First and foremost, he demonstrated the concept of internationalism with his life. He always spoke of the necessary unity among peoples in order to defeat the common enemy: imperialism.The writer Eduardo Galeano captured this idea perfectly in his poem El más nacedor:“The more they insult him, manipulate him, betray him, the more he is reborn. He is the most reborn of all. Could it be because Che said what he thought, and did what he said?”Che Guevara always had a profound understanding of human dignity and potential. How do you think his philosophy continues to inspire people today?Che Guevara’s example is inspiring, especially for younger generations, but his writings must be studied in greater depth. When we read them, we can feel his presence because of their ongoing relevance. He once said that the life of a human being was worth many times more than all the wealth of the richest man in the world. Respect among all people is essential in order to live in peace.Throughout his life, your father sought to unite thought and action, theory and practice. How do you think his vision can be interpreted by new generations?I believe Galeano’s words hold the answer—when he said that it is rare to find such integrity in a human being, and even rarer in a leader. Or when Che himself spoke about the necessity of leading by example, never asking others to do something you are not willing to do yourself.Always tell the truth, question everything you do not understand, and wage war against formalism. Personally, I believe that Che can be a tool for facing life and for feeling whole as a human being.Art, literature, and culture played a significant role in his intellectual formation. How important is culture

Digital Cosmati – Arte Medievale e Innovazione Tecnologica

Organizzata dal Laboratorio di Modellistica e Scienze Cognitive del Dipartimento di Fisica, Unical Calabria Inaugurazione: 03 marzo ore 12 Periodo espositivo Dal 03 marzo al 23 marzo 2025 Dal 3 Marzo al 23 marzo 2025, gli SPAZI ESPOSITIVI DELLA PROVINCIA DI COSENZAospiteranno la mostra “Digital Cosmati”, un’esplorazione degli antichi pavimenti Cosmateschi che unisce arte, tecnologia e scienza in un’innovativa interpretazione visiva e tecnologica. L’esposizione, pratrocinata dalla Provincia e dal Comune di Cosenza, celebra la straordinaria tradizione artistica dei Cosmati, maestri medievali che hanno trasformato il mosaico greco-romano in un linguaggio di simbolismo, geometria e bellezza senza tempo. La mostra intreccia arte, architettura e tecnologia, mostrando come i principi matematici e l’estetica dei Cosmati continuino a influenzare l’arte il design contemporaneo e la nostra percezione della bellezza. Il progetto nasce da una lunga storia di ricerca fra arte e scienza dei Professori Eleonora Bilotta e Pietro Pantano nel Laboratorio di Modellazione Matematica e Scienze Cognitive (LMSC) del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria. Uno dei primi risultati sui mosaici cosmateschi è il volume “Digital Cosmati: Dialoghi tra Simbologia, Filosofia e Arte Contemporanea”, uscito aNovembre 2024,e pubblicato nella versione multimediale sfogliabile al seguente link https://www.flipsnack.com/artonworld/digital-cosmati/full-view.html e cartacea daArtonWorld Green Luxury Edition, edizione speciale della collana Le Perle del magazine internazionale ArtonWorld.com. Da qui l’idea di dar vita ad una mostra che funge da tributo alla scienza eoffre ai visitatori una straordinaria esperienza immersiva, regalando loro l’opportunità di esplorare il passato attraverso strumenti interattivi, giochi educativi e ambienti virtuali. Il progetto si propone come un’esperienza educativa moderna e accessibile a tutte le fasce d’età, unendo la tradizione storica e artistica a tecnologie innovative per una comprensione più profonda dell’eredità dei Cosmati. Al centro dell’esposizione, vi è un ambiente 3D – arricchito da un avatar connesso a una base di conoscenza di intelligenza artificiale e fruibile anche da smartphone – che consente ai visitatori di immergersi in un’esperienza multisensoriale e interattiva. La proposta è multisensoriale, multimediale, e si completa con la possibilità di sperimentare giochi educativi, sviluppati per approfondire il periodo storico dell’alto Medioevo e offrire agli studenti (e non solo) un viaggio didatticamente coinvolgente tra arte, storia e tecnologia. Un avatar guida il pubblico in quest’universo digitale, dove antiche geometrie e creatività contemporanea si incontrano, invitando a riflettere su come il patrimonio culturale possa diventare motore di conoscenza. Le opere di Bilotta e Pantano si basano su una rielaborazione digitale delle forme cosmatesche, creando un ponte significativo tra l’antico e il contemporaneo. La sperimentazione artistica di Eleonora Bilotta affiancata dallo studio scientifico e matematico di Pietro Pantano si sviluppa nell’uso di algoritmi generativi che permettono, se utilizzati molte volte un processo di frattalizzazione dei modelli Cosmateschi. Questo procedimento digitale si distingue per la capacità di generare immagini sempre nuove e irripetibili, che non possono mai essere replicate esattamente. Un approccio che esalta unicità e imprevedibilità, risvegliando l’immaginazione e la creatività di produzione, offrendo la possibilità di esplorare prospettive artistiche sempre nuove e di riscoprire il valore delle opere Cosmatesche. Quello che ne scaturisce è un viaggio interdisciplinare che unisce storia, arte, geometria e innovazione. Il digitale diventa uno strumento per un’inedita espressività creativa. Il progetto offre un binomio unico di esperienze fisiche e virtuali: una fisica, con opere tangibili, e una virtuale, che offrirà esperienze immersive attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con video e videogiochi, tutti ispirati alla storicità dei mosaici dei Cosmati. La sezione fisica è composta da 60 opere digitali dalle forme e cromie accattivanti ed ipnotiche, che interpretano l’iconografia dei Cosmati, realizzate da Eleonora Bilotta. Alcune immagini sono state stampate su texture diverse dalle tele come pannelli di alluminio di grande formato, si creano, così, nell’ambiente espositivo installazioni originali e coinvolgenti che interpretano i motivi Cosmati. I visitatori potranno ammirare in ambienti 3D dedicati i pavimenti, rivestimenti per interni di lusso, preziose stoffe che si trasformano in abiti originali, sciarpe, tappeti e oggetti per l’interior design unici nel loro genere, tutti questi oggetti sono ottenuti con la stessa tecnica e iconografia dei Cosmati. La sezione virtuale, invece, presenta un avatar collegato ad un sistema di intelligenza artificiale che guiderà il visitatore alla comprensione della mostra. L’esposizione permette altresì di esplorare con il supporto di contenuti multimediali e QrCode interattivi, e ricostruzioni virtuali storici come la bellissima Chiesa degli Ottimati di Reggio Calabria. L’esplorazione dell’ambiente virtuale farà ammirare la bellezza architettonica e artistica di questo luogo sconosciuto ai più, unico esempio di pavimento cosmatesco in Calabria. Si afferma così che questo progetto espositivo punta a valorizzare la cultura e l’arte del patrimonio calabrese. I video e i giochi didattici con le attività creative connesse stimolano il pensiero critico, l’orientamento spaziale e la cooperazione. Inoltre, grazie alla presenza di QR Code interattivi sparsi lungo il percorso espositivo, i visitatori potranno utilizzare i loro smartphone per accedere a spiegazioni audio e contenuti multimediali offerti da veri e propri Avatar, che approfondiscono la storia e i dettagli tecnici delle opere. Inoltre, l’esposizione stessa sarà virtualizzata, offrendo un tour interattivo accessibile durante e dopo la visita. La rassegna celebra anche l’arte attuale con la Digital Art: offre al pubblico un’opportunità per riflettere sul rapporto tra arte e scienza e di quanto sia importante l’attività di ricerca universitaria. Si desidera creare una rete multimediale nuova con collegamenti importanti fra università e territorio offrendo occasioni di sviluppo culturale, interdisciplinare, digitale e sostenibile. Presentata per la prima volta nelle prestigiose Sale Espositive della Provincia di Cosenza, la mostra si prepara ad essere ospitata in altre località della Calabria e a viaggiare in altre regioni italiane. Inoltre ha già suscitato interesse all’estero, grazie al catalogo digitale, con una richiesta per una sua esposizione negli USA e in Germania. INFORMAZIONI UTILI TITOLO MOSTRA: Digital Cosmati: Dialoghi tra Simbologia Filosofia e Arte Contemporanea Inaugurazione: 03 marzo 2025 ore 12 Dove: Le Sale Espositive della Provincia di Cosenza INGRESSO GRATUITO CONTATTI:Le Sale Espositive della Provincia di Cosenza via Corso Telesio 17 Resonsabile Sale: e- mail: rbenigno@provincia.cs.it SITO WEB: https://www.provincia.cs.it/portale/mam/ Contatti: Laboratorio Di Modellazine e Scienze Cognitive ​ Dipartimnto di Fisica, Unical Calabria

Interview with Guillaume Piens, Director of Art Paris

“Immortal: A Focus on Figurative Painting in France” esplorerà il contesto storico e le influenze degli artisti figurativi francesi. Quali artisti o opere ritieni incarnino meglio il legame tra la pittura figurativa contemporanea e i maestri del passato?L’idea con i curatori ospiti Amélie Adamo e Numa Hambursin era di mostrare come la pittura figurativa sia stata in effetti un elemento permanente in Francia sin dal dopoguerra. La selezione di 30 artisti scelti a questo scopo va da artisti pionieristici come Jean Hélion alla nuova figurazione degli anni ’60 e ’70, in particolare il movimento della figurazione narrativa con artisti come Dado, Gérard Schlosser, Sabine Monirys. Continua fino agli anni ’80 e alla figurazione libre, rappresentata da Robert Combas, prima di presentare la nuova generazione con Dhewadi Hadjab, Laurent Proux e Barbara Navi tra gli altri.In che modo le differenze generazionali tra gli artisti selezionati per “Immortal” influenzeranno la visione curatoriale complessiva, considerando che alcuni provengono da contesti molto diversi in termini di stile e tecnica?Questo focus evidenzia una resistenza all’idea che “la pittura sia morta”, una convinzione che attraversa le generazioni dimostrando che questo dialogo intergenerazionale non è mai cessato. Mette anche in mostra la diversità delle pratiche attuali. Dopo essere stata lasciata fuori al freddo per molti anni sia dai critici che dalle istituzioni, la pittura figurativa ha visto una rinascita di interesse in Francia dal 2020 e una nuova generazione di artisti si è fatta un nome con successo. Secondo Amélie Adamo, questi artisti “situano la loro pratica in relazione alla lunga storia dell’arte, pur assumendo la natura paradossale della loro posizione: non sono solo gli eredi di una tradizione secolare tramandata dai grandi maestri, ma possono anche riflettere sulle trasformazioni rivoluzionarie che l’immagine ha subito. Possono attingere alla tradizione, mentre confondono i confini della discendenza guardando alla cultura popolare e alle nuove scuole di pensiero per trarre ispirazione. E infine, possono immergersi nel fascino dell’arte contemporanea per l’ibridazione, pur insistendo sulla necessità del rigore formale.Il settore “Promises” ha visto una partecipazione crescente di gallerie giovani e internazionali. Come vede l’evoluzione di questo spazio dedicato alle gallerie emergenti rispetto alle edizioni precedenti? Quali tendenze stanno emergendo da questi nuovi attori?Il settore Promises per le gallerie giovani e gli artisti emergenti sta effettivamente crescendo in termini di dimensioni con 25 gallerie invece di 9 e una nuova sede sui balconi che si affacciano sulla navata centrale del Grand Palais. La selezione è stata affidata alle abili mani del curatore della mostra Marc Donnadieu, che è anche membro del comitato di selezione di Art Paris. Siamo lieti dell’ampia gamma di paesi rappresentati. Il 59% delle gallerie espositrici proviene da fuori dalla Francia: Sudafrica, Belgio, Canada, Kuwait, Italia, Giappone, Hong Kong, Guatemala, Regno Unito, Singapore e Slovacchia. Tra le tendenze degne di nota c’è la pittura figurativa con artisti come Killion Huang (Edji Gallery), Israfil Ridhwan (Cuturi) e Nour Elbasuni (Hunna Art), che affrontano questioni di identità e genere. Anche la natura è un argomento di interesse, come si vede nel lavoro di Marco Emmanuele (22,48 m2) e Ilanit Illouz (Galerie Anne-Laure Buffard), così come l’artigianato esemplificato dall’uso del tessuto da parte dell’artista sudafricano Bulumko Mbete (The Bridge Gallery) e della ceramica di Yoann Estevenin (La peau de l’ours). LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA “Immortal: A Focus on Figurative Painting in France” will explore the historical context and influences of French figurative artists. Which artists or works do you believe best embody the connection between contemporary figurative painting and the masters of the past?The idea with guest curators Amélie Adamo and Numa Hambursin was to show how figurative painting has in fact been a permanent fixture in France ever since the postwar period. The selection of 30 artists chosen to this end goes from pioneering artists like Jean Hélion to new figuration in the 60s and 70s, notably the figuration narrative movement with artists, such as Dado, Gérard Schlosser, Sabine Monirys. It continues through to the 1980s and figuration libre – represented by Robert Combas – before showcasing the new generation with Dhewadi Hadjab, Laurent Proux and Barbara Navi amongst others.How will the generational differences among the artists selected for “Immortal” influence the overall curatorial vision, considering that some come from very different contexts in terms of style and technique?This focus highlights a resistance to the notion that ‘painting is dead’, a belief that crosses generations proving that this intergenerational dialogue has never ceased. It also showcases the diversity of current practices. Having been left out in the cold for many years by both critics and institutions, figurative painting has seen a resurgence of interest in France since 2020 and a new generation of artists have successfully made a name for themselves. According to Amélie Adamo, these artists “situate their practice in relation to the long history of art, while taking onboard the paradoxical nature of their position: they are not only the heirs to an age-old tradition handed down from the grand masters, but they can also reflect upon the revolutionary transformations the image has undergone. They can draw on tradition, while blurring the lines of descent by looking to popular culture and new schools of thought for inspiration. And finally, they can immerse themselves in contemporary art’s fascination with hybridity, while insisting on the necessity for formal rigour.The ‘Promises’ sector has seen increasing participation from young and international galleries. How do you see the evolution of this space dedicated to emerging galleries compared to previous editions? What trends are emerging from these new players?The Promises sector for young galleries and emerging artists is indeed growing in scale with 25 galleries instead of 9 and a new location on the balconies overlooking the central nave at the Grand Palais. The selection was placed in the capable hands of exhibition curator Marc Donnadieu, who is also a member of the Art Paris selection committee. We are delighted with the wide range of countries represented. 59% of the exhibiting galleries are from outside France: South Africa, Belgium, Canada, Kuwait, Italy, Japan, Hong Kong,

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